Schengen
Baroque
Pasolini

Curated by Pierre-Alexandre Mateos and Charles Teyssou          

10.01 16.02 2019

Armature Globale, Michel Auder, James Bridle, Lili Reynaud Dewar, Paul-Alexandre Islas, Ken Lum, Gianni Pettena


The Church San Paolo Converso was erected during the 16th century in order to convert poor young girls into nuns, offering them to transition from two sites of patriarchal power, the family and the church. Named after Saint Paul, a crucial figure in the narrative of the catholic church’s genesis, it was conceived as a technology of conversion that would reproduce, through its immersive baroque architecture, the transcendental experience of Saint Paul’s conversion while on his way to persecute Christian. At the same moment of the church construction, the ideological incubator of modern capitalism, embodied by the protestant dissension, was progressively opening the path for an opposite form of Baroque that will blossom in the secular and ethereal spaces of neo-liberalism. Schengen Baroque Pasolini seeks to confront the anamorphic Baroque that gave birth to San Paolo Converso with the reticular Baroque of the ¥€$ regime. It has now become an understatement to say that we live a new baroque age. We experience a scale of transitions which only equivalence is to be found in the Italian Renaissance. The power regime forged during the Quattrocento that seeks to convert the world into data with the invention of perspective and the banking system has now mutated into planetary scale computation. The colonial powers of the 15th century which financed their expansion with the necro-capitalist regime of slavery have now evolved into an highly complex system of technologies that regulate bodies sexually and racially.

 

The anachronic confrontation of these two baroque regimes was already staged by Pier Paolo Pasolini in his unrealized film on Saint Paul. Transposing without any modification the dialogues of Saint Paul from the Acts of the Apostles directly into the western geopolitics of the 20th century, the film was a picaresque journey into European bourgeoisie, Greenwich village youngster crowd and Black Panther activists. The original conversion of Saint Paul was replaced in Pasolini’s version by a violent car crash that occurred while he was driving to Barcelona in order to fight the Spanish resistance. Joining the communist resistance instead, the apostle’s odyssey will ultimately lead him to die in the 70s neo-liberal décor of New York. His death is choreographed as a Metropolitan ballet: “martyred in the middle of the traffic, in the suburbs of a large city, a painfully modern city, with all its suspension bridges, its skyscrapers, its crushing, immense crowds that pass by the spectacle of death without stopping, and continue to whirl around him, along their enormous street – indifferent, hostile, senseless.” (Pasolini, Pier Paolo, Un Progetto per un film su San Paolo, 1968).

 

Ultimately, the body is the last fortress against martial authorities, spiritual charlatanism, and reapers of singularities. A body subject of internal tension, itself homogenized by years of disordered saraband, liberated and commodified, manipulated by faustian appeals. A body disenchanted, disposed of its centralities and successively afflicted by narcissistic wounds. A body who is suffering but a resisting one, embracing deserters, margins and another renegades. A body of conversion, dissolution and resurrection. A Pasolinian's one who will prefer risking « a violent life » than to integrate the desolate landscape of the strange machines that collides, not terrified to be part of an apocalypse of the flesh, if flowing and incarnating beyond a world of cement and steel.

 

Pierre-Alexandre Mateos (1989) and Charles Teyssou (1988) are a duo of curators based in Paris. They have done a research residency for the LUMA Arles Foundation in 2018. In parallel to this, they recently curated the Cruising Pavilion at the 16th Biennial of Architecture (Venice), an exhibition devoted to the links between sex, art and architecture and What’s Up Doc? at the New Gallery (Paris). They have been the editor of L’Officiel Art and are regular contributors of Flash Art, Mousse and Cura. They are currently working on curated screening of films by Jack Smith at the Fondation Van Gogh in Arles as well as the continuation of the Cruising Pavilion in New York and Stockholm.

 

La chiesa di San Paolo Converso viene eretta durante il XVI secolo con l'obiettivo di offrire a giovani ragazze l'opportunità di prendere il velo, passando dalla famiglia alla chiesa, entrambi avamposti del potere patriarcale. Dedicata a San Paolo, una figura cruciale nella narrativa della genesi del Cattolicesimo, questa chiesa diventa uno strumento di conversione capace, attraverso l'architettura barocca immersiva, di riprodurre l'esperienza trascendentale della conversione dell'apostolo durante la sua missione di persecuzione dei Cristiani. Contemporaneamente alla costruzione della chiesa, il dissenso protestante - incubatore ideologico del capitalismo moderno - apre progressivamente la strada a una manifestazione opposta del Barocco che raggiungerà il momento di massimo splendore con l'architettura laica del neo-liberalismo. Schengen Baroque Pasolini indaga il confronto tra il Barocco anamorfico che ha generato San Paolo Converso e il Barocco reticolare dello ¥€$ regime. è ormai riduttivo sostenere che viviamo in una nuova età barocca: considerato l'esorbitante numero di cambiamenti al quale siamo soggetti, il Rinascimento Italiano è l'unico possibile termine di paragone. Il regime di potere caratteristico del Quattrocento, con il suo tentativo di convertire il mondo intero in dati fruibili attraverso l'invenzione della prospettiva e del sistema bancario, si è oggi evoluto in un calcolo di scala globale. I poteri coloniali del XV secolo, la cui espansione viene supportata dal regime necro-capitalista della schiavitù, si sono oggi evoluti in un sistema complesso di tecnologie funzionali al controllo sessuale e razziale dei corpi.

 

Il confronto atemporale di queste due manifestazioni del Barocco viene già messo in scena da Pier Paolo Pasolini nel suo film mai realizzato su San Paolo. Trasponendo senza modifiche le parole di San Paolo dagli Atti degli Apostoli direttamente nel contesto della geopolitica occidentale del XX secolo, il film è un viaggio picaresco che racconta la borghesia europea, i giovani del Greenwich Village e gli attivisti delle Pantere Nere. Nella versione pasoliniana, la conversione originale di San Paolo viene inscenata come un incidente stradale sulla strada per Barcellona, dove il protagonista era diretto per combattere la resistenza spagnola. Dopo essersi unito alla resistenza comunista, l'apostolo intraprende un'odissea che lo porterà a morire sullo sfondo di una New York neo-liberale negli anni Settanta. La sua morte è coreografata come un balletto del Metropolitan: "martirizzato in mezzo al traffico, nella periferia di una grande città tremendamente moderna, con tutti i suoi ponti sospesi, i suoi grattacieli, le sue soffocanti folle di passanti che, incontrando lo spettacolo della morte, senza fermarsi continuano a turbinargli intorno lungo la strada - indifferenti, ostili, incoscienti". (Pasolini, Pier Paolo, Un Progetto per un film su San Paolo, 1968).

 

Essenzialmente, il corpo è l'ultimo baluardo della resistenza contro le autorità marziali, la ciarlataneria spirituale e l'uniformazione delle singolarità. Un corpo soggetto a tensioni interne, assimilato da anni di sarabande disordinate, liberato e ridotto a oggetto di consumo, manipolato da tentazioni faustiane. Un corpo disincantato, liberato dalle sue centralità e sequenzialmente affetto da ferite narcisistiche. Un corpo che soffre ma resiste accogliendo disertori, emarginati e altri reietti. Un corpo di conversione, dissolutezza e resurrezione. Un corpo Pasoliniano che preferirà rischiare "una vita violenta" che integrarsi al panorama desolato delle strane macchine che si scontrano, non spaventato all'idea di partecipare a un'apocalisse della carne, se si incarnerà al di là di un mondo di cemento e acciaio.

 

Pierre-Alexandre Mateos (1989) e Charles Teyssou (1988) sono un duo di curatori di base a Parigi. Nel 2018 sviluppano un progetto di ricerca per la LUMA Arles Foundation. In occasione della 16ma Bienniale di Architettura (Venezia) curano il Cruising Pavilion, una mostra dedicata al legame tra sessualità, arte e architettura. Contemporaneamente curano What’s Up Doc? presso la New Gallery (Parigi). Editor per L’Officiel Art, scrivono regolarmente per Flash Art, Mousse e Cura. Stanno attualmente curando una serie di screening di Jack Smith presso la Fondation Van Gogh ad Arles mentre continuano a lavorare sul loro progetto itinerante Cruising Pavilion tra New York e Stoccolma.